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digiuno breve e le promesse di longevità

by in NEWS Dicembre 6, 2020

Negli ultimi anni stanno aumentando popolarità delle tecniche di “digiuno breve” o “intermittente” che sfruttano i benefici del digiuno senza i rischi che potrebbe determinare un digiuno prolungato.

L’impiego del digiuno a scopo terapeutico per controllare l’invecchiamento anche attraverso la limitazione delle proteine (specialmente di quelle animali) nella dieta nasce dall’idea di fondo, condivisibile,  che la restrizione calorica possa favorire nell’Uomo un allungamento dell’aspettativa di vita, come è stato dimostrato su alcuni modelli animali. Sulla base di queste ipotesi vengono proposte da alcuni e molto pubblicizzate sui media anche televisivi alcune linee di comportamento che seppur in parte condivisibili, prendono delle traiettorie che certamente con i benefici del digiuno hanno poco a che fare.

Un breve digiuno, oppure una restrizione calorica anche accentuata, stimolano una serie di meccanismi difensivi la cui attivazione può avere riflessi favorevoli, come l’attivazione di geni che riducono lo stato infiammatorio e stimolano fattori di crescita e di rinnovamento cellulare (con eliminazione di sostanze di scarto), l’allungamento dell’aspettativa di vita ed il rallentamento -almeno negli animali da esperimento – della crescita di alcuni tumori. Si tratta di un avvincente settore di ricerca nel quale operano molti validi studiosi, anche italiani, e che ultimamente si è tradotto in proposte commerciali rivolte anche al grande pubblico.

La più famosa è la dieta “mima-digiuno” della durata di 5 giorni, a 1100kcal il primo giorno e ad 800 nei successivi quattro giorni. Secondo gli autori di questa proposta, Le persone sane dovrebbero metterlo in atto una volta ogni 3-4 mesi, e gli altri una volta ogni 30 giorni. La promessa sarebbe quella di prolungare la Vita di circa una decina di anni, affermazione che molti ricercatori trovano audace visto che non esiste uno studio di intervento nell’uomo che confermi risultati ottenuti sugli animali da esperimento. Inoltre, rimangono meno condivisibili e senza alcuna base scientifica, i consigli di limitare  fortemente il consumo di frutta, pane e pasta. Altra proposta è il “digiuno breve” o “intermittente” da attuare in due o tre giorni non consecutivi della settimana, consistente in 15-18 ore di digiuno, dopo avere consumato una prima colazione libera ed un pasto di metà giornata meno ricco, cui segue un periodo di digiuno fino alla mattina successiva, evitando qualunque assunzione di cibo (calorie) nel pomeriggio e nella serata. È invece consentita e necessaria acqua. Nei giorni in cui non si pratica questo tipo di digiuno si dovrebbe seguire un regime alimentare normale. Alcuni risultati preliminari, peraltro tutti da confermare su basi più ampie e solide, sembrano indicare che queste brevi fasi di digiuno intermittente possano costituire un aiuto nella prevenzione di numerose patologie metaboliche e anche l’obesità.

E comunque questi pseudo-digiuni che tanto spazio hanno ricevuto sulla grande stampa niente hanno a che fare, fortunatamente, con gli eccessi e i rischi connessi al digiuno assoluto protratto, una pratica da sconsigliare decisamente. Purtroppo, nei titoli dei giornali e nella convinzione del pubblico le diverse proposte finiscono spesso per sovrapporsi e confondersi fra loro, a discapito di una corretta informazione.

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