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Il Digiuno Prolungato è efficace per dimagrire?

by in NEWS Dicembre 6, 2020

La mania tutta moderna delle magrezze spesso innaturali (da non confondere con la giusta ricerca di un peso adeguato all’età e alla struttura fisica) ha reso popolari una serie di metodi dimagranti poco condivisibili e potenzialmente dannosi. Fra questi figura il “digiuno totale” protratto, durante il quale si assume soltanto acqua, a volte con il supporto dell’agopuntura che serve a rendere maggiormente tollerabile la privazione totale del cibo. Il problema è che questo metodo, pubblicizzato come una panacea che va bene sia per dimagrire che per “disintossicarsi”, rappresenta invece per l’organismo uno stress che può provocare danni e che fra l’altro porta solo ad una perdita di peso illusoria e fittizia.

Nel merito del dimagrimento, il calo di peso delle prime 24-48 ore è dovuto quasi esclusivamente alla perdita di acqua e al consumo delle scorte di glicogeno (circa 500g fra fegato e muscoli). Nei primi 2-4 giorni il fisico apparentemente risponde bene ed anzi i maggiori livelli di cortisolo possono dare una sensazione di particolare energia. Ma poi il quadro cambia nei giorni successivi e l’organismo inizia a prelevare risorse dai muscoli e da altri tessuti, compreso il grasso di deposito, nel tentativo di ottenere energia. Tuttavia, l’utilizzazione del grasso è incompleta perché con il digiuno mancano anche le sostanze per metabolizzarlo e questo provoca la produzione di quantità rilevanti di corpi chetonici che si accumulano nel sangue e determinano una vera e propria acidosi metabolica che, a seconda dei casi, può essere anche di grave entità. I chetoni hanno anche effetto antifame e sostituiscono il glucosio come carburante per il cervello, ma rappresentano una sorta di intossicazione endogena.

C’è anche da aggiungere che alla fine del periodo di digiuno il ritorno ad un’alimentazione “normale” provoca invariabilmente un recupero di peso pari, se non superiore, a quello perso, e per di più con formazione di maggiori quantità di tessuto adiposo. Questo peggiora la composizione corporea (i muscoli “cannibalizzati” non si ricostituiscono se non in minima parte) e rende ancora più arduo qualunque futuro tentativo di controllo del proprio peso.

Insomma, il digiuno non solo non educa ad un comportamento alimentare corretto ma rischia di aprire la strada a disturbi del comportamento alimentare , in particolare a forme di anoressia nervosa, e provoca anche una perdita di peso in gran parte ingannevole , perché il peso scende a spese principalmente di tessuti magri e dell’acqua corporea e molto poco a spese dei grassi.

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