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Digiuno prolungato:stress per il nostro organismo?

by in NEWS Dicembre 6, 2020

Occorre operare alcune distinzioni: un “digiuno totale di breve durata – 24 ore”, ad esempio – è ben tollerato dal corpo di un adulto sano, il quale mette in atto lievi adattamenti metabolici per garantire l’apporto di sostanze nutritive agli organi vitali più vulnerabili (ad esempio, glucosio per le funzioni cerebrali) e al fine di conservare la massa proteica. Un digiuno di una giornata non comporta quindi quasi mai grossi problemi ma non c’è un buon motivo per farlo: la perdita di peso che ne consegue è principalmente dovuta a perdita di acqua. Può rappresentare una pausa salutare per far riposare gli organi del comparto digestivo: può essere adottato di tanto in tanto, a patto di bere molto per eliminare, attraverso i reni, azoto, urea, acido urico ed eventuali corpi chetonici.

Ancora peggio sono i “digiuni idrici” prolungati. Come detto la privazione completa e prolungata di cibo rappresenta uno stress al quale l’organismo risponde come a qualunque evento traumatico, ossia con una tipica “reazione di emergenza” che chiama in causa i vari ormoni preposti a intervenire in queste situazioni: soprattutto adrenalina, cortisolo e glucagone, che nel giro di poche ore e poi di pochi giorni ricavano tutto il glucosio possibile (indispensabile per globuli rossi e sistema nervoso) dalle scorte corporee di glicogeno, esaurendole (come carburante il glicogeno è sufficiente per sole 24 ore in caso di digiuno!) e poi cominciano a scindere parte delle proteine corporee (muscolari soprattutto, e poi epatiche e della milza) per ricavare energia. In sostanza, una specie di “auto cannibalismo”: l’organismo consuma il proprio prezioso tessuto muscolare per fare fronte all’assenza di energia che comporta il digiuno.

Va precisato comunque che, di per sé questa “reazione di allarme” è un meccanismo protettivo che è innescato dall’abbassamento della glicemia e che se di breve durata può anche essere utile (digiuno intermittente). Se invece la situazione di emergenza si prolunga eccessivamente, quei meccanismi protettivi diventano dannosi: troppa adrenalina mette a dura prova cuore e arterie, troppo cortisolo depaupera ossa e muscoli (nel lungo periodo anche il muscolo cardiaco) così come può essere compromessa la funzione renale, e in sostanza il digiuno prolungato e ripetuto provoca variazioni complesse negli equilibri ormonali e alla lunga rischia di comportare seri danni all’organismo. In letteratura vengono riportati anche vari effetti collaterali minori, provocati da digiuni superiori ai 5 giorni, quali depressione dell’umore, facile affaticamento e irritabilità, sensazioni di freddo, ecc.

 

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