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L’obesità è più grave della magrezza?

by in NEWS Dicembre 8, 2020

Mettiamo subito in chiaro che si tratta di due patologie da non trascurare.

L’obesità è responsabile della diminuzione dell’aspettative di vita e di un aumento di numerose patologie,

determinando così un incremento dei costi sanitari per uno Stato. Lo sviluppo di obesità, infatti, favorisce

ad esempio l’insorgenza di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, malattie del fegato, malattie osteo-

articolari, malattie dell’apparato respiratorio nonchè alcuni tipi di cancro. Inoltre, l’obesità viscerale

insieme a insulino-resistenza, dislipidemia e ipertensione, gioca un ruolo centrale nella patogenesi della

sindrome metabolica, una situazione clinica in cui più patologie e fattori di rischio sono presenti

contemporaneamente.

L’obesità è un fattore di rischio di alcune forme tumorali tra cui cancro dell’esofago, pancreas, colon-retto,

endometrio, rene, mammella (dopo la menopausa). Vi è inoltre una correlazione tra obesità e rischio di

sviluppare patologie renali. Nei pazienti obesi sono state inoltre osservate complicanze quali

disfunzioni erettili e ostetrico-ginecologiche.

L’obesità è inoltre correlata a maggiore rischio di patologie cerebrali (ad esempio ictus ischemico o

emorragico) ed è associata a depressione e disturbi d’ansia.

Come anticipato sopra,  problema inverso all’obesità – ma altrettanto grave anche se meno diffuso – è quello della magrezza. Come per l’obesità, anche per la magrezza si distinguono vari gradi: il più leggero è classificato come sottopeso, seguono la magrezza moderata e la magrezza grave. Oggi un numero crescente di adolescenti e di giovani è sollecitato dai modelli estetici, da lungo tempo proposti dai mass media, e accelerati con l’uso dei social media ed in particolare alcun “Influencers” che spingono, talvolta, a ridurre il peso  a valori così bassi da non essere più compatibili con un buono stato di salute. Infatti, quando le riserve di

grasso sono eccessivamente ridotte e non si introduce sufficiente energia con il cibo, il corpo, per far fronte

alle richieste energetiche, è obbligato a fare prelievi dai propri muscoli ed organi interni. Pertanto, molte

funzioni metaboliche ed endocrine, come anticipato sopra, vengono compromesse: diminuisce la resistenza alle malattie infettive; si indeboliscono le ossa; si può alterare la regolarità del ciclo mestruale fino alla completa scomparsa.

Anche l’umore, le capacità di relazioni interpersonali sono compromesse e, nei casi più

gravi, può sopravvenire la morte per denutrizione. Le magrezze eccessive e patologiche vanno quindi

prevenute, precocemente individuate e combattute.

La magrezza estrema può essere l’esito di un disturbo del comportamento alimentare. Questi disturbi

costituiscono un’ampia gamma di patologie psichiatriche caratterizzate da un rapporto problematico con il

cibo. Anoressia, bulimia e in generale i disturbi da alimentazione incontrollata, pur essendo patologie che

vanno trattate nell’ambito della psicologia clinica, hanno notevoli ricadute sullo stato nutrizionale del

paziente e le complicanze che vengono osservate sono, per la maggior parte, la conseguenza dell’adozione

di comportamenti restrittivi e compensatori del controllo del peso. La magrezza patologica dei pazienti

anoressici determina oltre all’aspetto scarno e patito, ritardo di crescita (se la patologia insorge in

adolescenza o addirittura prima), mani e piedi freddi, edema, perdita di massa muscolare. Naturalmente

anche il quadro umorale risulta compromesso, con anomalie ormonali, anemia, compromissione del

metabolismo osseo, ecc.

Pertanto è consigliato stare lontano dagli eccessi e mantenere un peso in linea alla propria altezza e costituzione (vedi IMC, etc.)

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