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Uso di dolcificanti in alcune bevande

In merito ai DOLCIFICANTI Ti consigliamo di farne a meno. Ma se proprio non riesci ci sono dei suggerimenti .

I Dolcificanti sono sostanze utilizzate per addolcire gli alimenti. Alcuni dolcificanti si trovano in natura, altri sono prodotti in laboratorio.

Da preferire:

  • aspartame
  • saccarina
  • acesulfame
  • stevia

Con attenzione:

  • ciclamato
  • sorbitolo
  • xilitolo
  • maltitolo
  • mannitolo

Da evitare:

  • saccarosio
  • fruttosio
  • lattosio
  • maltosio

Si ricorda che un consumo eccessivo di zuccheri è correlato con l’insorgenza di carie dentale, obesità, diabete mellito e malattie cardiovascolari. Le correlazioni non sono sempre dirette. Infatti, il peso corporeo e le modalità di assunzione dello zucchero (es. bevande zuccherate) sono i principali fattori che incidono sul rischio di insorgenza di patologie. Rimane quindi valida la considerazione che un consumo elevato di zuccheri può portare ad un regime dietetico squilibrato e/o eccessivo sotto il profilo energetico, tale da facilitare la eventuale comparsa della obesità e delle malattie ad essa correlate, oltre ad essere indicatore di altri comportamenti non corretti.

Agli zuccheri sono state attribuite dirette responsabilità nel provocare la carie dentaria, anche se in realtà a determinarla sono non solo le quantità, ma anche le modalità di consumo. Se infatti è vero che i microrganismi presenti nel cavo orale, fermentando facilmente i carboidrati, determinano la formazione di acidi che possono attaccare la superficie dei denti e quindi dare inizio alla lesione cariosa, è altrettanto vero che, per il verificarsi di quest’ultimo evento, è necessaria una permanenza del cibo nel cavo orale abbastanza lunga da determinare l’attacco alla superficie dentaria. In sostanza, il rischio di formazione di carie dentarie è tanto più elevato quanto più frequentemente si consumano cibi contenenti zuccheri, sia da soli che insieme all’amido e quanto più a lungo questi rimangono in bocca prima di lavarsi i denti. Pertanto, oltre che da una limitazione nel consumo di zuccheri e dolci, il pericolo della carie viene ridotto da un’opportuna e sollecita igiene orale, specialmente se accompagnata da adeguati apporti di fluoro e di calcio che favoriscono la formazione di uno smalto compatto e resistente.

Ma il fruttosio è un valido sostituto dello zucchero?

Il fruttosio: meglio solo dalla frutta. Il fruttosio è uno zucchero molto popolare perché considerato di particolare valore nutrizionale. Ha un potere dolcificante più alto di quello del saccarosio (è circa una volta e mezza più dolce) e un indice glicemico basso, per cui è stato a lungo considerato un sostituto “più salutare” dello zucchero, anche per i diabetici. Per contro, il consumo cronico di fruttosio – sia aggiunto agli alimenti, che in forma di sciroppi, usati come ingrediente nella industria dolciaria e nelle bevande – ha effetti negativi sul metabolismo lipidico perché determina un aumento dei trigliceridi nel sangue, oltre ad essere un fattore di rischio per danni al fegato (accumulo di trigliceridi a livello epatico, o steatosi epatica, o volgarmente fegato grasso). Teniamo conto che già con la frutta, che si consiglia di consumare maggiormente, si assume naturalmente una certa quota di fruttosio e poiché i problemi causati dal fruttosio si presentano in seguito a consumi elevati e continui nel tempo, si raccomanda di limitare l’uso del fruttosio come dolcificante e di limitare il consumo di alimenti e bevande formulati con fruttosio e sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio.

Ma allora abbondiamo con il miele?

Il miele è considerato nell’immaginario collettivo come un alimento salutare, molto apprezzato perché gli vengono attribuite proprietà terapeutiche (e come ci ricordano le linee guida del CREA) a nessun alimento possono essere attribuite proprietà terapeutiche), nutritive e di salubrità soprattutto, per i bambini.

Dal punto di vista nutrizionale è costituito da acqua (18%) e zuccheri semplici (glucosio 36%, fruttosio 41% e saccarosio 1%). Il contenuto di acqua gli conferisce percentualmente un potere calorico più basso rispetto allo zucchero (304kcal/100g), ma in realtà non è sostanzialmente diverso.

Il sapore del miele può variare a seconda delle piante da cui viene prodotto (castagno, acacia, millefiori,ecc.). Inoltre, proprio questa derivazione vegetale fa sì che esso contenga piccole quantità di vitamine e minerali. Ovviamente, date le quantità, i nutrienti presenti nel miele non hanno alcun impatto e non lo rendono un prodotto con un significato dietetico particolare, da preferire rispetto allo zucchero, perché il suo profilo nutrizionale non è sostanzialmente diverso. Quindi, se decidiamo di scegliere il miele come dolcificante, dobbiamo avere chiaro che stiamo facendo una scelta di gusto e non di salute.

Il miele potrebbe contenere spore di botulino. Infatti, anche se la composizione lo rende abbastanza sicuro dal punto di vista microbiologico (l’elevato tenore di zucchero è un inibitore della crescita batterica), vi sono dei batteri che riescono a sopravvivere producendo spore. Tali spore sono in grado di germinare nel colon immaturo dei bambini al disotto dell’anno di età e possono provocare botulismo infantile.

E il lattosio invece?

Il lattosio è uno zucchero dalla doppia faccia. Il lattosio è lo zucchero naturalmente presente nel latte. A differenza di altri zuccheri, il lattosio ha un potere dolcificante inferiore di quello del saccarosio, circa il 40%. Anche il suo indice glicemico è basso: corrisponde più o meno alla metà di quello del pane bianco. Il lattosio viene digerito ad opera di un enzima specifico, la lattasi, naturalmente presente nel nostro intestino.

 

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